Londra, tra una infradito col piumino e un espresso in tazza grande.

Predi un aereo con 32 gradi e scendi dopo un’ora con 12…Ma sei a Londra, quindi tutto ok.
La prima impressione (e anche l’ultima) che ho sempre di Londra è che sia un grande caos ordinato.
Sei in metro a Piccadilly Circus schiacciata come una sardina tra un omone tatuato e una giapponese-afroindiana-sudnorvegese e un attimo dopo ti ritrovi a Hyde park con scoiattoli che ti si arrampicano addosso e bambini che giocano beati con l’aquilone.
Si, che corrono con l’aquilone, magari con ciabattine e vestiti floreali, perché nel frattempo sono 28°.


Un frullato di diversità, così definirei questa grande città, che può togliere ma anche offrire moltissimo, se solo si ha il coraggio di darle fiducia.
A Londra funziona così: tutto è il contrario di tutto e i londinesi ne vanno anche abbastanza orgogliosi.
Guardano te, povero italiano col fazzoletto al naso che si è preso 6 bronchiti fatto un passo fuori dall’aeroporto, con quel tipico sguardo British un po’ figo un po’ snob.
Tu che sei da ore alla disperata ricerca di un caffè espresso (sempre rigorosamente in tazza grande: qualcuno spieghi agli inglesi che sprecano migliaia di bicchieri giganteschi, ogni giorno, perché il CAFFÈ ESPRESSO VA BEVUTO IN TAZZA PICCOLA ANCHE DETTA TAZZINA O PICCOLO BICCHIERE) da pagare £8 quando trovi il bar giusto.
Londra insomma o la ami o la odi. O te la fai piacere…Perché alla fine come lei ce ne sono poche, forse nessuna.
É la ragazza del liceo per cui hai perso la testa che ti tratta da stronza.
Ti fa disperare ma la ami comunque.


Io e Londra abbiamo un rapporto meravigliosamente conflittuale.
Amo follemente il quartiere di Shoreditch, con i suoi show-room, gallerie e quella miriade di idee folli e coraggiose che solo lì puoi trovare. Adoro Notting Hill con le sue case colorate e sfacciatamente costose, mi affascina Camden Town e i suoi mille odori…e ogni volta muoio dalla voglia di entrare da Cyberdog per tentare una foto proibitissima.
Poi, però, ancora con lo sguardo sognante, la voglia di scoprire il prossimo quartiere e l’anima piena di entusiasmo…abbassi lo sguardo e vedi lui.
Il tizio con le infradito, la canotta a coste e il piumino col pelo.
Il piumino col pelo a Luglio santo cielo.
Qui il rapporto passa ogni volta dall’amore cieco e incondizionato alla fase conflittuale e allora vorrei lasciarla così, abbandonarla in un istante e dimenticare tutti i bei momenti passati insieme.


Fortunatamente vengo ogni volta riportata alla ragione da Serena e Chiara che, da ottime compagne di viaggi e collaboratrici fidate, mi fanno ricordare che siamo lì per lavoro e c’è una fiera che ci aspetta.
Città a parte, noi di Kaki andiamo a Londra per il Pure, un appuntamento fieristico internazionale a cui partecipiamo come buyers da qualche edizione, destinato appunto agli operatori del settore. L’evento viene organizzato due volte l’anno e ospita contemporaneamente brand conosciuti e grandi aziende, come designers emergenti o piccole realtà di pronto moda, inglesi e non.


Anche lui, il Pure London, è un potpourri di stili e tendenze, un appuntamento molto interessante che rappresenta in pieno la capitale inglese e ne sa essere degno rappresentante.
Ogni volta è una nuova scoperta, troviamo una linea sconosciuta o scoviamo la tendenza che la prossima stagione farà impazzire mezzo mondo.
Perché alla fine, di Londra devi fidarti.
Forse ti farà soffrire ma se le apri il cuore, potrebbe nascere una storia bellissima.

grazie a serena per le organizzatissime guide di viaggio, a giulia per le dritte più cool, a Chiara per tenersi sempre stretta quella macchina fotografica (durante e dopo il viaggio) e a Monica per mandare sempre egregiamente avanti la baracca, in nostra assenza!