Ma kaki perché?

La domanda da un milione di dollari, sicuramente quella che mi viene rivolta più frequentemente:
“Il nome Kaki che cosa significa?”
La risposta è molto più semplice di quanto si possa immaginare e gli amici di infanzia non hanno mai avuto bisogno di fare la domanda.
Kaki sono io, è il mio soprannome.
Non chiedetemi come sia venuto in mente alla mia famiglia, a questa domanda non so proprio rispondere. Diciamo che siamo una combriccola di gente fantasiosa, a casa mia. Fatto sta che questo nomignolo me lo sono ritrovata appiccicato addosso e crescendo è sempre stato parte di me.
“Kaki”,come se non fosse già abbastanza singolare come soprannome, gode poi di una lunga serie di colorite varianti: kakina, kakissa, kakolina (nonché kakkolina per i veri burloni) mamma-kaki, kakiboss, therealkaki, ecc. (ecc. ecc. ecc.).
Insomma, negli anni e soprattutto dopo l’apertura del negozio, come prevedibile, gli amici e i conoscenti hanno dato libero sfogo a tutta la loro fantasia.


Kaki è poi diventato un negozio, un’idea, un progetto, soprattutto un obiettivo.
Si è evoluto ed è cresciuto con me. Claudia e Kaki, Kaki&Me.
Sicuramente però, all’inizio con altre aspettative, i piani erano diversi. Kaki è davvero nato dal niente: c’erano solo istinto, energie e tanto coraggio.
Era l’evasione da un lavoro che mi stava soffocando, lo stimolo che mancava, era la passione inespressa. É nato come un’idea provvisoria, temporanea (in tutti i sensi) per diventare una necessità, parte integrante della mia vita.
Era sicuramente un riscatto e una sfida ma non l’ho considerato un vero e proprio lavoro per molto tempo; forse non riesco ancora a considerarlo realmente tale. Probabilmente questo è il suo valore più grande.
Gli studi di giurisprudenza lasciati per organizzare eventi con un’agenzia avviata senza alcuna esperienza, una grande passione per la moda e qualche passo appena fatto con una reflex in mano. Soprattutto, però, l’incoscienza dei vent’anni e qualche amico sufficientemente pazzo a sostenermi.


In realtà Kaki è l’insieme di tutto ciò che sono. Passioni, interessi, inclinazioni e attitudini naturali legate assieme.
La necessità di ricercare, scoprire, di conoscere…E un costante desiderio di novità.
Ho voluto dare questo nome al mio progetto perché è importante ricordarsi del passato (e saperlo interpretare) per capire quale potrebbe essere la strada migliore da intraprendere, o da costruirsi davanti.
La prima cosa che ricordo della Claudia bambina è la curiosità. È probabilmente ciò che muove la mia vita e sicuramente la cosa più preziosa che ho.
É ciò che spero di non perdere mai, come quel nomignolo buffo e un po’ difficile da capire, ma per me speciale.

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