Quelle giornate lì

Sapete quelle giornate di merda, ma di merda veramente?
Quelle talmente di merda che ti fanno pensare “E l’altra volta che credevo fosse una giornata di merda ma con questa non ci sono paragoni!”.
Ecco di merda proprio merda merda,per intenderci.
Oggi in realtà è stata una delle tante che ho avuto in questo periodo ma ho cercato di non farlo notare.
Una persona poi mi ha detto “Mi dispiace per questo brutto momento…E poi tu sei seguita sui social network,dovrai anche fingere di essere felice.”
Già,lo pensavo anche io.
I boomerang allegri,le facce sorridenti,i filtri e le orecchiette da coniglio.
Quelli che nascondono le occhiaie e la faccia stanca.
Però la stanchezza vera,quella emotiva,quella delle delusioni e delle bastonate,delle strette al cuore e dello stomaco chiuso,i filtri di Instagram poi riesce a nasconderla?
È vero,è lavoro. Io vendo e voi comprate. Forse volete solo vedermi felice a parlare di vestiti.
Così di solito è ma è così che dovrebbe davvero essere?
Forse no e forse,io credo,non è nemmeno quello che vorreste voi.
Oggi,dopo quella frase,ho pensato a diverse cose e la prima domanda che mi sono fatta è stata: ”Davvero DEVO sembrare felice?!”
Ai miei clienti importa solo questo?
Allora ho pensato a chi sono i MIEI clienti.
Sono persone che io conosco, a cui chiedo come stanno,con le quali scambio opinioni e mi confronto,di cui conosco il carattere,i gusti e le abitudini,a volte la loro storia e le disavventure,come i problemi e le difficoltà. Perché la vita in negozio è anche questo: ci sono persone dentro,storie,racconti e anche tante emozioni.
I miei clienti sono persone che si fidano del mio consiglio e di cui io ho rispetto,molti dei quali mi hanno letteralmente visto crescere,insieme al mio progetto.
Sono persone che ringrazio,ogni giorno da anni,per uscire con una mia busta in mano perché vuol dire che hanno visto qualcosa in me,oltre che nel prodotto che vendo.
Quelle persone,i miei clienti,quelli che accolgo sorridendo in casa mia,non credo sarebbero felici di sapermi triste e dover fingere che niente sia accaduto e tutto vada bene.
Certo continuerò ad accogliervi con il sorriso perché il piangersi addosso non mi si addice proprio e a servirvi come meglio posso e so fare perché per fortuna,per me,il mio non è un lavoro bensì una passione.
Sappiate però che oggi è stata una brutta giornata e molte altre temo ce ne saranno.
Adesso vorrei solo lavorare insieme e divertirmi,forse come da tempo non riuscivo più a fare e se avrete avuto una giornata da dimenticare come la mia tranquilli,ci capiremo e andremo avanti.
Se un abito nuovo può aiutarvi bene,altrimenti ne avremo solo parlato o ci saremo fatti una risata in camerino per non pensarci più.
Senza fingere che le cose vadano bene per forza o che la taglia stretta sia quella giusta.
Se è sbagliata io continuerò a dirvelo come ho sempre fatto,come per le nostre giornate di merda.
Basta riconoscerlo e provare qualcos’altro.
La taglia giusta arriverà,cambieremo abito e le giornate miglioreranno.