Il classico sempre nuovo sportivo ma elegante

Oggi è successa una cosa strana, di quelle che ti lasciano con l’espressione interdetta per qualche secondo a pensare “L’avrà detto davvero o l’ho solo immaginato?!” Prima di renderti conto che stai ancora parlando con la cliente che ti ha appena detto,riferita allo stesso abito,fatto vedere a distanza di qualche minuto in un altro colore,del primo “È troppo sportivo” e del secondo “È troppo elegante”.
Il magico mondo dei negozi di abbigliamento.
Questa fantascientifica situazione in realtà si verifica più spesso di quanto possiate immaginare.
Non perchè la cliente sia pazza (qualche volta capita anche questo ma è un’altra storia) più che altro perchè la percezione di quel capo può cambiare radicalmente anche in base a piccole variazioni come colore o piccoli dettagli.
Tecnicamente,si sa,il nostro cervello assimila le informazioni di ciò che sta vedendo molto velocemente e tenta altrettanto velocemente di “catalogarle”. Quando ciò che vede non è immediatamente catalogabile in un dato contesto o con definizione certa,la percezione di quell’oggetto cambia anche in presenza di varianti davvero minime.
Ad esempio: colori chiari o accesi nell’immaginario comune rappresentano le stagioni calde. Se propongo una gonna in cotone gialla in Ottobre mi verrà sicuramente detto da qualcuno che è troppo estiva. Lo stesso modello nero probabilmente verrà invece venduto velocemente perchè adatto alla metà stagione come pesantezza (cotone) ma di colore associato solitamente all’inverno.
Risultato:il cervello ci conferma che l’acquisto è giusto perché le associazioni colore-contesto sono coerenti tra loro.
Altro esempio: paillettes,pietre o applicazioni sono solitamente associate all’eleganza, alle cerimonie per intenderci. Mettiamo il caso ad esempio che proponga un abito con fiori in tulle applicati sulla gonna ad una cliente che cerca un abito per un matrimonio. Sicuramente non faticherà ad immaginarsi l’abito abbinato a tacchi e pochette. Se le suggerisco invece di acquistarlo per un pranzo in spiaggia probabilmente le confonderò le idee. Nonostante io lo immagini con infradito in cuoio e borsa cappelliera in paglia perchè riesco a contestualizzarlo in diverse situazioni,dovrò mostrarle ciò che intendo perché per lei quell’abbinamento è praticamente inimmaginabile e tenderà a scartare l’idea.
Mood on “commessa-psicologa”: negli anni di vendita ho notato che tutto ciò che non è comunemente standardizzato o universalmente associato ad una determinata situazione manda in tilt il nostro cervello e il senso di osservazione fa cilecca.
Stesso abito, colori diversi, associazioni opposte.
Qualche giorno prima era capitata una cosa simile: una ragazza mi aveva chiesto un abito per l’ufficio,che non fosse banale ma non troppo vistoso. Senza scollature perché non voleva risultare volgare e allegro visto che a lei piacciono i colori accesi. Stravagante ma non eccessivo insomma.
Perfetto,avevo l’abito giusto. Glielo mostro tutta soddisfatta e lei perplessa mi risponde “Ho visto questo abito qualche giorno fa indossato da una ragazza al matrimonio di un mio amico…Mi piace molto ma non credo vada bene,è troppo elegante”.
Io le ho guardato le scarpe,aveva sneakers bianche e le ho detto: “Provalo senza togliere le scarpe”.
Ha comprato il vestito (per l’ufficio e per il prossimo matrimonio).

L’abito in questione comunque era questo ed è semplicemente quello che noi commesse adoriamo definire “versatile”. Portato con tacchi o con sneakers cambia e si trasforma,dà un’immagine ogni volta diversa a chi lo indossa…Ma sempre lui rimane.