Ci vuole sensibilità

Oggi mi è tornato in mente un post pubblicato qualche mese fa. Tra le mille cose che tentavo di fare contemporaneamente l’attenzione si è spostata su una cliente che non riusciva a trovare l’abito giusto per un’occasione per lei speciale.

Ho capito che non voleva comprare un vestito ma sentirsi bene con quello che avrebbe indossato quel giorno. Si sentiva a disagio, per lei in quel momento il dover provare un abito stava diventando un peso, un obbligo. Quando succede mi dispiace molto perchè non è così che si dovrebbe vivere lo shopping. Ho pensato quindi a come metterla a suo agio per farle capire che quel momento era per lei e doveva goderselo, senza preoccuparsi di una gonna che “appoggia” nel punto sbagliato o di un abito di una taglia troppo stretta.

Doveva divertirsi e prendere quel momento con leggerezza, perchè onestamente credo ci siano tante cose più importanti del vestito che si indossa. Fare shopping dovrebbe essere un piacere non una costrizione. Un momento di svago, non di angoscia.

Così mi sono avvicinata e ho chiesto se potevo darle una mano. É bastato un caffè e un paio di battute, abbiamo parlato dei figli, delle suocere e delle diete che dovrebbero iniziare il Lunedì ma non si sa mai di quale anno.

Dopo poco era molto più distesa e tranquilla, ha acquistato volentieri un abito che le stava davvero benissimo,soprattutto perché è riuscita a sentirselo suo. Lo ha indossato con serenità.

Mi è tornato alla mente quello che mi disse una volta una cliente,di quelle care. Di quelle delicate. Persone carine dal sorriso dolce.

“Per fare il tuo lavoro, ci vuole sensibilità”
In realtà per farlo bene questo lavoro ci vorrebbe furbizia,che diciamo non è il primo dei miei segni distintivi.
Io ci sguazzo nella sensibilità,costruisco piscine olimpioniche proprio. Vi assicuro però che non è sempre la miglior assicurazione nel commercio.
Il commercio quasi sempre è profitto,è prodotto conveniente non migliore,è rapporto di circostanza. È convenienza.
Io ricordo poco i nomi ma bene le storie,faccio sconti ai clienti gentili e arrotondo sempre per difetto sui prezzi consigliati (non ditelo alle aziende!).
Offro caffè la mattina e bicchieri di vino la sera e faccio poche analisi del venduto.
Mi fido,mi interesso,mi appassiono.
Si,sono forse una pessima commerciante, poco attenta al profitto, ma di certo una buona ascoltatrice. E mi piace così.

Mia mamma me lo diceva sempre: “Claudia scegli qualsiasi lavoro ma non aprire un negozio.”
Sarà ancora spirito di ribellione.

😉