Caffè?

Non è ancora finita ma a me piace tanto e voglio farvela vedere. La cucina di Kaki.
Tranquilli non ho deciso di vivere in negozio,stiamo solo facendo un piccolo restyling del nostro angolo bar-relax. Così,quando vi offrirò il caffè potremo fare due chiacchiere,proprio come a casa.


Si parla tanto di esperienza di acquisto, di “clienti al centro”,di concept-Store.
Offrono tutti tanto,tutto subito.
Tutto bello e tutto giusto ma permettetemi,molto freddo. Nonostante i grandi sforzi di romanzare storie imprenditoriali con un ottimo storytelling e impeccabili strategie basate sul personal-branding,manca sempre qualcosa.
Premesso che di come si fa business non c’ho ancora capito niente e che di certo io ho torto e loro,i colossi e chi commercio lo fa davvero,hanno ragione,credo onestamente che il cliente non si affezioni mai all’azienda ma alla sua storia o alle persone che la rappresentano. Per quanto i geni del marketing cerchino di renderla familiare ai suoi occhi, non potrà mai immedesimarsi in un brand. In una persona si.
Il cliente É una persona e le persone hanno bisogno di relazioni. Vere.
Una storia inventata o romanzata,anche se ben costruita e raccontata,non sarà mai credibile quanto una vera.


Io ho programmato,organizzato e pianificato per anni,pensando solo all’idea di azienda,nel senso classico. Quell’idea è poi cambiata,paradossalmente mi sono sentita più sicura scoprendomi,mostrando la parte più intima e umana. Ho smesso di nascondermi dietro facciate di professionalità. Ho rischiato e ho avuto paura di questa scelta. Una paura tremenda.
Ho fatto un passo indietro,ho fatto pulizia,ho riscoperto il piacere del “servizio” nella vendita e ritrovato l’interesse,quello vero,per il mio mondo. La moda. Quello strano mondo fatto di tanta solidità quanta leggerezza,di tanta arte e senso estetico quanta concretezza.
Ho ritrovato cose semplici che sono le più profonde,spesso le più importanti.
Ho ricominciato a guardare e non solo vedere,a parlare di storie,a cercarne di nuove.
Prima di studiare tanti numeri sull’andamento di mercato e le esigenze dei consumatori secondo me,semplicemente,si dovrebbe pensare a cosa manca oggi al cliente,quando decide di acquistare qualcosa.
Si dovrebbe tornare a rilassarsi un po’, alla passeggiata per negozi,al passa-parola,al “Sai che ho trovato un posticino”.


Me ne sono resa conto forse tardi ma agli errori qualche volta si può rimediare (e posso assicurarvi che il mio è stato un errore in buona fede). Mi sono rifugiata per troppo tempo dietro un computer e ho smesso di parlare con i clienti,ho analizzato tanti dati e dimenticato troppi nomi.
Ora vi racconto la mia storia ogni giorno,tra alti e bassi.
Del mio lavoro,della mia vita,dei miei limiti,delle soddisfazioni e delle sconfitte nel modo più trasparente e semplice che riesco a trovare.
Insomma,un tavolo,due sgabelli e una cucina mi sono sembrati il modo migliore per raccontarsi la giornata,davanti un caffè,guardandosi in faccia.