La fortuna di aver sofferto e perso. E poi ritrovato.

Mi è sempre piaciuto raccontare storie. Scrivendo o fotografando soprattutto. Avrei voluto raccontare solo belle storie anche negli ultimi mesi ma non ho potuto. Il racconto sarebbe stato troppo aspro e cupo,a tratti drammatico. Mi hanno consigliato di parlarne, di girare pagina, di sfogarmi e tirare tutto fuori, di vendicarmi, di dimenticare, di litigare, di sorvolare, di querelare. Mi hanno consigliato tutto e l’opposto di tutto.

La mia scelta alla fine è stata solo aspettare, e proseguire. Con la testa sempre in alto.

Di confidare nel tempo,che dicono sia galantuomo e grande amico della verità .

E’ stato come partire per una lunga passeggiata cercando di rimettere a posto i pensieri. Dopo essermi però rialzata da una pozza di sangue e aver estratto coltelli dal cuore. Dettagli.

Quindi ho medicato le ferite. Ho camminato. Ho proseguito. Ho pensato. Ho fatto scivolare via la rabbia. Ho aspettato. Ho fatto parlare chi ama dar fiato alla bocca senza criterio. Chi nemmeno mi ha mai vista in faccia. Li ho lasciati giocare con la loro superficialità finché si sono accorti che stavano giocando da soli e avevano ripetuto e creduto solo ad un mucchio di cazzate.

Oggi fanno i conti. E quei conti non portano.

Ho continuato a camminare.

Le ferite ora non sanguinano più e finalmente ho riordinato i pensieri. Oggi ci sono solo grosse cicatrici ma in fondo, a me le cicatrici sono sempre piaciute. Fanno gli uomini vissuti e le donne meno leggere.

In questa lunga passeggiata credevo di essere stata molto, fin troppo trasparente. Di aver lasciato messaggi e spiegazioni. Oggi in realtà capisco di aver dato pochissime risposte. Quella trasparenza a me tanto cara ho cercato di limitarla con qualche filtro, in qualche modo temendo potesse diventare un limite o un impedimento.

Una volta ho raccontando, scrivendo sul mio blog, di quando un giorno, una persona mi ha detto: “Dopo tutto quello che hai passato, non hai fatto una piega”.

Continuai scrivendo:”Ho risposto con un sorriso. Quanto fosse lontana dalla realtà, quella persona non lo sa. Mi sono piegata eccome, tanto da non riuscire ad alzare la testa e sentirmi schiacciata a terra travolta e distrutta, da non trovare più il motivo e perdere l’obbiettivo. Mi sono piegata tanto da sentirmi accartocciata e sgualcita come una vecchia carta da buttare. Forse ne ho scritto più di quanto ne abbia parlato. Ho continuato a sorridere quando avrei solo voluto piangere a dirotto senza dire una parola.”

Qualche volta mi torna in mente quella descrizione, che racconta davvero bene quello che è stato.

Ho fatto degli errori di valutazione. Ho amato incondizionatamente e riposto fiducia cieca. Ho sopravvalutato capacità e sottovalutato astuzie. Ho investito su quello che c’è di più rischioso. L’amicizia.

Di certo ho perso un po’ di leggerezza e scoperto che la vergogna non fa sempre parte del ventaglio di sentimenti comuni. Ho capito che qualcuno riesce a fare porcherie immonde senza provare il minimo accenno di rimorso.

Ho capito che può succedere l’inimmaginabile quando meno te lo aspetti ma anche che le cose migliori arrivano quando non le stai cercando.

La ferita che questa brutta storia fatta di amore, tradimenti, abbandono e disperazione mi ha lasciato, è profonda e a volte, ancora, si riapre facendo un gran male ma ho voluto comunque raccontarla, a modo mio.

Me lo hanno sempre ripetuto i miei genitori e io spero di insegnarlo (e dimostralo) un giorno a mio figlio: meglio onesta e piegata, trasparente e affaticata, in buona fede e tradita che vuota nell’animo o senza scrupoli.

Io vivo con onore. E lealtà . Ed è l’unico modo che conosco di vivere.

Ho affrontato il tradimento, l’umiliazione, l’abbandono. Ho subito cose che non augurerei nemmeno a chi me le ha inflitte.

Ne sto uscendo,però,col sorriso. Perché sono in salute e ho amore attorno. Perché sono capitata nella parte giusta del mondo e ho avuto tante grosse fortune in vita mia.

Ho avuto proprio culo,in effetti.

Non scendo mai a compromessi ma tengo duro. Non lo potevo immaginare quanto sarei riuscita a tenere duro. Ho scoperto riserve di tenacia pressoché infinite. E forse anche qualche super-potere.

I sorrisi sono già tornati e saranno più grandi di prima, come arriveranno giornate di traguardi e grandi vittorie.

Questo lo so per certo.

Oggi ringrazio ogni giorno per ciò che ho vissuto e per le persone che ho perso, perchè grazie a loro ho capito esattamente chi non volevo essere. Le ringrazio per avermi permesso di ritrovare affetti dimenticati e scoprire persone straordinarie (gli eroi veri esistono, e si presentano nel momento del bisogno).

Sono grata per l’esperienza fatta perchè ora so.

Chi sono, cosa aspettarmi, come costruire la vita che vorrei.

Di chi circondarmi.

Sono più forte, più consapevole, più lucida, più coraggiosa e ancor più determinata.

E’ un’ immensa fortuna, aver sofferto e perso, e poi ritrovato.