Ma tu come fai?

“Perché fai tanta formazione?”

Alla fine la domanda è legittima lo riconosco. A vendere vestiti son bravi in tanti, si impara, ci sono delle regole che se applicate funzionano, almeno nel 80% dei casi ed é una percentuale più che sufficiente per tirar fuori uno stipendio. È proprio necessario darsi tanto affanno per lo studio?
Ve lo spiego così: io ho sempre avuto un piccolo problema nel mio lavoro. Non volevo fare la commerciante. Ops.
A 20 anni ero innamorata della moda e delle persone. Amore che tra l’altro dopo più meno 10 anni continua a crescere ogni giorno. Amavo l’arte e la psicologia, l’osservazione dei rapporti umani e sentivo un senso estetico molto forte, innato.
Quindi come mettere insieme queste cose per crearne un lavoro? Un contenitore che contenesse moda e persone più ovvio di un negozio non sono riuscita a trovarlo. È stato abbastanza naturale.
Nel mio negozio però chiacchiero di tante cose, scatto foto, scrivo, faccio cose e vedo gente.

Il mercato ad un certo punto però si contrae, la concorrenza diventa più agguerrita e il sistema arriva quasi sull’orlo dell’implosione. Le chiacchiere e le tecniche base non bastano più. È ovvio. Per fortuna l’ho sempre sospettato e preso alcune precauzioni.
Nonostante tutto, infatti, oggi i risultati arrivano forti e chiari. Sempre più forti, sempre più chiari.
Tanti ne restano sorpresi. “Ma tu,come fai?!” È la domanda del mio 2019.
Io non ho un prodotto esclusivo o una tecnologia innovativa. Non ho master in marketing (manco una laurea) e non ho ereditato l’attività da genitori o parenti prossimi. Sbaglio la tabellina del 7 e pure quella del 6 non è il mio forte e l’insufficienza periodica di latino me la sono sempre dignitosamente portata a casa. In realtà non spicco per intelligenza e non lo dico per modestia, di gente in gamba davvero ne conosco e mi tolgo il cappello quando la incontro.

L’attività me la sono inventata di sana pianta come una sprovveduta con non pochi scivoloni e infiniti alti e bassi (che hanno sempre battuto alla grande gli alti), sono andata a tentativi, intuito e giuro anche molta poca fortuna ma una regola l’ho sempre seguita: lavora sodo e non accontentarti. Mai.
Io lotto, combatto, mi arrampico. Studio tanto, soprattutto.
Avessi concluso l’università non avrei di certo letto tutti i libri che mi ritrovo oggi nella libreria. Nemmeno la metà, vi assicuro.
L’ unico slancio è lo studio, quello appassionato. L’unica cosa che può dare la possibilità di distinguersi nel mare della concorrenza è l’approfondimento e soprattutto l’identificazione delle aree di miglioramento.
Io so di non sapere, sono una fiera e convintissima ignorante perché più imparo più sento una sete assurda di conoscere altro, di sorprendermi, di leggere, di informarmi, di circondarmi di persone migliori di me.

Il successo non sta nel traguardo ma nel percorso che si intraprende per raggiungere l’obiettivo.

Grazie Garage Creativo per le bellissime foto (nell’articolo precedente l’itero servizio) e il gruppo Giovani Imprenditori CNA per l’organizzazione dell’interessantissimo evento “Vendersi l’anima”