Tutta colpa della crisi

È vero, a volte è necessario prendere posizioni e vi dirò che a me questo ruolo da commerciante che non si sbilancia per timore di perdere profitti mi è sempre stato tanto ostico. Non ho mai neppure considerato possibile esserlo, a dirla tutta.

La verità é che tanti si nascondono dietro quelle comode facciate delle scuse facili aspettando che le cose belle e il successo cadano dal cielo come pioggia divina. (Beati voi che avete fede).

Allora è tutta colpa della crisi, delle stagioni che cambiano, del “non avevo alternativa”. Vi svelo un segreto: alternative ne abbiamo sempre. Anche quando decidiamo di non fare niente, guarda un po’ che è in realtà una decisione ben ragionata.

E spesso si decide proprio di non muovere un dito, di non prendersi responsabilità, di non difendere l’indifeso, di non impegnarsi, di non lavorare, di non dedicarsi, di non considerare l’altro ma solo noi stessi, di dare la colpa sempre a qualcos’altro.

Decidiamo di non prendere una posizione e a me invece sembra una posizione bella e buona.

Quindi vorrei dire una cosa a quelli che “Io non fatturo perché c’é la crisi” che io ho aperto la mia attività nel 2008 (vi dice qualcosa?) a 20 anni senza esperienza, tra parentesi.

A quelli che “Non c’è lavoro” e non mandano un CV da 8 mesi, che in Italia il problema vero non è la disoccupazione ma la voglia di non essere occupati.

A quelli che “Tu hai un prodotto che si vende” di leggere qualche analisi di mercato e articoletto di economia, giusto per sapere che il mio prodotto è il primo che l’italiano medio taglia dalle spese, quando è in difficoltà.

A quelli che “Ma avevi i soldi di famiglia”: chiariamo una volta per tutte: 1) No non ce l’ho i soldi di famiglia, è una leggenda metropolitana che io per prima vorrei fosse vera ma NO NON LO É e 2) Mio padre mi spedì in banca con un calcetto nel di dietro a chiedere un finanziamento, quando gli dissi che volevo lasciare la facoltà di giurisprudenza per aprire un’attività mia. (E non lo ringrazierò mai abbastanza per averlo fatto).

A quelli che “Potevi avere la pappa pronta, sei stata stupida a non approfittarne” soprattutto rispondo che: Si avrei potuto averla, avrei ereditato uno studio legale, probabilmente fatto meno fatica e guadagnato molto di più, avrei di certo pianto molto molto meno e passato meno notti insonni. Non che la carriera da avvocato sarebbe stata semplice ma avrei se non altro avuto una linea guida. Sprecato probabilmente meno tempo con chi semplicemente non vuole imparare e magari investito su collaboratori già preparati. Forse avrei ricevuto meno delusioni e dovuto gestire meno incazzature. O forse lo sconforto sarebbe stato molto più grande, nel rendersi conto di impiegare gli anni migliori della vita a far qualcosa che non mi sarebbe appartenuto.

Se fossi stata quella che non sono, avrei scelto la strada più breve ma di certo sarei stata meno felice e molto meno orgogliosa di me stessa.

Quindi a tutti quelli che si devono sfogare per le proprie mancanze criticando i traguardi raggiunti dagli altri, mando un grande saluto col sorriso migliore che posso. Sereno e sincero. Mi fate capire ogni giorno che la strada che ho scelto è davvero quella giusta.

[ P.S. Foto fatte da mio figlio Noa, 5 anni. Più che adatte alla pubblicazione su un profilo di qualche migliaia di follower. Quindi no, se non riuscite in quello che fate non è colpa della crisi-né del fato-del governo ladro-o delle mezze stagioni ma è perché non vi impegnate abbastanza. ]

E già che ci siamo dico anche a quelli che “Tanto il cellulare ai bambini lo danno tutti i genitori” io non sono tra quei Tutti, e me ne tengo ben distante.

(Come da quelli che non mettono le cinte in macchina o non fanno la raccolta differenziata!)

Bene ho detto tutto. Ciao.

Pace amore e sorrisi a profusione.

#smilepower