Quell’imperfetto amore che tutto ristabilisce

Essere genitori è ammettere di essere imperfetti. Malfunzionanti macchine d’amore senza centri di riparazione.
Nessuno ti insegna come si fa, nessun manuale d’istruzione all’avvio.
Un vagito, dopo tante sofferenze, e via nella mischia delle emozioni.
Ti ritrovi solo in mezzo al mare in burrasca. Si solo, solo davvero. Perché né compagni né mariti, amici o familiari potranno entrarti nel cuore o nella mente. Nessuno saprà davvero fino in fondo come ti senti. Alcuni proveranno ad aiutarti, ci sarà chi potrà immaginare, chi saprà consigliare, ma capire davvero, mai nessuno.
Ogni storia è una storia a parte. Ogni bambino porta con sé un racconto che ti ritroverai a scrivere nel tempo. Lo detterà lui ma lascerà a te la penna.
La raccontano loro, la vera storia della nostra vita.
Dopo il primo gemito, dopo quell’indescrivibile emozione e quella inspiegabile paura che ti assale, inizi a scrivere la tua storia di genitore. E la vostra come famiglia.
Non sai ancora, però, che le prime righe saranno di frustrazione e insicurezza. Che ogni fragilità nascosta e paura celata si ripresenteranno sfacciate ad affondare colpi profondi.
Che ti travolgeranno lasciandoti senza fiato a guardarti intorno, frastornato, a cercare la via giusta, che ti sembrerà a momenti irrimediabilmente persa.
Nessuno ti dirà che il tuo cuore si spezzerà con infiniti sensi di colpa, e che ogni volta crederai non si possa più ricostruire.
Nessuno ti dirà che il cuore è fragile come il cristallo ma malleabile come la gomma, quando diventi genitore.
Che da quei sensi di colpa crescerai ogni giorno, e imparerai dai tuoi errori con incredibile velocità.
Che quel cuore rattoppato si riempirà d’amore ad ogni sguardo, che ti sembrerà scoppiare al primo sorriso, che piangerai di gioia infinite volte e infinite volte ti sentirai grato e pieno ed immensamente realizzato per un solo “ti voglio bene”.
Che capirai il significato vero di “ricchezza” e che inizierai a dare un peso diverso ad ogni cosa, ad accorgerti di sfumature impercettibili e riconoscere i colori più tenui degli animi.
Che l’amore è profondo, sospetto infinito.
Impreparato e imperfetto, insicuro e fragile ma con il coraggio di un leone ferito, difenderai, proteggerai, amerai tuo figlio anche allo stremo delle forze.
Sbaglierai, inciamperai, ti pentirai spesso ma ricomincerai, sempre. Non ti arrenderai, soprattutto. Mai.
Ti sorprenderai della meraviglia di ogni abbraccio e del profumo che solo tu saprai di conoscere fino in fondo.
Ad ogni carezza capirai che una parte di te ora è lì fuori, nel mondo. Non ne avrai mai il vero controllo e saprai che per qualche strana ragione, è giusto così.
E ogni volta, ad un nuovo sussulto di spirito ed emozione scoperta, con un sospiro ti dirai “No, non avevo capito, questo non potevo immaginarlo”.
Nessuno sarà mai in grado di spiegartelo, prima.
Non c’è manuale di istruzione all’avvio.
C’è solo la paura di essere imperfetti, e l’innata quanto inspiegabile sicurezza di potercela fare.
Di poter amare, di quell’imperfetto amore che tutto cancella e tutto ristabilisce.

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