Quello che ho imparato

Qualche giorno fa ho incontrato una vecchia compagna di classe. Ricordando il liceo mi ha detto “E ti ricordi di quando facevi la rappresentate di Istituto? Avevamo anche adottato a distanza 10 bambini..” e io ho continuato “Si, e dovevo litigare nelle classi per farmi lasciare l’euro mensile per le adozioni”.

1 € al mese per aiutare dei bambini del Nord Africa, e c’era da discutere (poi ci torneremo.)

Fatto sta che lei mi ha ha chiesto se avessi ancora l’articolo di giornale che pubblicarono riguardo l’iniziativa. Io quell’articolo non ce l’ho oggi, non lo conservai e sinceramente non ricordo nemmeno di aver comprato il giornale quel giorno, quando venne pubblicato.

Salutata la vecchia compagna, mi sono ritrovata a riflettere su una cosa. Ricordo che fecero l’articolo ma ricordo meglio quanto impegno misi per convincere gli alunni della mia scuola ad appoggiare la mia iniziativa.

Ricordo quando chiesi alla Prof di Italiano,molto attiva in beneficienze e aiuti umanitari, di consigliarmi un’associazione affidabile a cui rivolgermi.

Ero appena stata eletta come rappresentante di istituto e alle prime riunioni si parlava solo di quali feste organizzare. Io pensavo “se abbiamo questa di -potenzialità- (altri lo chiamavano -potere-) perché non la utilizziamo per qualcosa di buono? In discoteca ci andiamo il Sabato, serve davvero un’altra festa?

Quando proposi di adottare a distanza dei bambini africani rimasero tutti perplessi. (La stessa associazione quando li contattai per la richiesta). Fatto sta che andai avanti con la mia testa per la mia strada mentre gli altri parlavano di organizzare feste.

Feci chiamate, conteggi e pianificazioni. Arrivai alla riunione successiva già organizzata. Avevo fatto tutto, c’era solo bisogno dell’approvazione e del sostegno economico della scuola.

Sarebbe bastato 1€ al mese per ogni studente.

UN EURO.

AL MESE.

Li convinsi, organizzai tutto e portai avanti la cosa per 1 anno. Per tutto il mandato della mia “carica” come rappresentante di istituto. L’ultimo mese però la gente non voleva pagare.

1€. Al mese. Il sandwich per la merenda giornaliera costava €1,20.

Mi dissero che avevo “Rotto il cazzo” cito testualmente la risposta di una ragazzina del secondo anno quando entrai in classe a ritirare le donazioni.

Fu la prima amara vera delusione della mia vita. Forse una delle più amare.

Quando chiamai l’associazione per informarli che “probabilmente” non sarei riuscita a portare avanti le adozioni perché sarebbe mancato il sostegno della scuola, mi misi a piangere. Loro mi risposero “Non preoccuparti.Hai fatto del tuo meglio”.

Non ricordo dell’articolo di giornale perché quella iniziativa non era per me.

Ricordo benissimo però il “Hai rotto il cazzo”.

Ho trovato un mantra,da quel giorno, in compenso.

“Fai del tuo meglio.”