Se ne deve parlare. Per forza, pare.

Ebbene sì, se ne deve parlare. Pare per forza.
Perché se non ne parli “Pensi solo ai vestiti e alle vostre frivolezze” però attenzione a come parlarne perché altrimenti diventi “il virologo improvvisato”. Se tenti di sdrammatizzare sei superficiale, se ne parli seriamente sei un allarmista.
Oggi al mio team ho dato la mia visione della cosa. In coscienza, da titolare, mi sembrava doveroso, in previsione di quello che forse accadrà.
Parlo normalmente anche nei social del mio lavoro e della mia vita, che inevitabilmente spesso si intrecciano. Quindi con coerenza e trasparenza, oggi al mio team, e a voi, dico:

“Ragazze care,una piccola doverosa riflessione sulla situa-folle-virus. Visto che ieri se ne parlava ho pensato che, giustamente, vogliate sapere la mia sulle possibili conseguenze non tanto del virus (io virologo non mi improvviso) quanto su quelle commerciali, del negozio. Vi dico quindi la mia opinione, senza rassicurazioni a zuccherino ma con una considerazione sincera.
Non ho la sfera di cristallo ma sulle intuizioni qualche volta ci azzecco.
Io penso che nel breve periodo si potranno avere dei cali, di afflusso in negozio e di fatturato, dati dall’isteria generale che ha colpito le nostre povere menti. Ma comunque non diamolo per certo. Settimana scorsa è andata molto bene per la media del periodo👏🏻
L’isteria passerà e si tornerà a parlare di politica, di Morgan a Sanremo, del governo ladro e delle stagioni che non esistono più, in men che non si dica.
Per fortuna per noi l’inizio dell’anno è stato super positivo, Gennaio top e al 20 Febbraio il fatturato era già superiore all’intero mese dello scorso anno. Quindi ad oggi nessun problema.
Se Marzo seguirà lo stesso andamento non so dirvelo, come non so se nè quali provvedimenti/aiuti arriveranno dalle istituzioni in caso di crisi maggiore. Non vi dico “stiamo tranquilli, qualcuno ci aiuterà” perché in Italia siamo affidati a noi stessi. Tanti aiuti la logica mi suggerisce che non arriveranno, semplicemente per il fatto che l’Italia ha le casse vuote da decenni.
Una pandemia non saremmo in grado di gestirla come è ormai chiaro, né economicamente né a livello sanitario. Come un terremoto o una qualsiasi altra problematica nazionale, d’altronde.
Sono cose che succedono, mettiamolo in conto. Non sarà però la fine del mondo, questo è certo. Una soluzione si troverà.
Di sicuro da parte mia sapete che ci sarà massima disponibilità e collaborazione (Già proposto asilo-Kaki finché le scuole non riaprono)👩‍👩‍👧‍👦
Mal che vada poi, io farò un orto, metterò 2 galline e un paio di caprette in giardino. A cavallo so andare e pure usare l’arco. Kaki procaccerà cibo per tutte.🏹
Scherzi a parte, la mia personale previsione è che questa situazione produrrà anche effetti positivi:

Forse diminuirà la dipendenza da ordini online dai colossi del web e probabilmente la frequentazione di centri commerciali e acquisti nella grande distribuzione. Penso anche che forse ci sarà un riassestamento “mentale”.
Col bene che voglio ai colleghi cinesi, la corsa al “posso comprarlo a meno” penso rallenterà. Magari si tornerà anche a dare maggior valore al servizio e al concetto di rapporto umano. I problemi qualche volta avvicinano, non sempre dividono.
Soprattutto magari torneremo ad essere più puliti e civili e, abituati a leggere 100 notizie al giorno sul coronavirus, ci ricorderemo come si fa a leggere anche un libro ma questo con gli aspetti commerciali c’entra meno.
Da tutto questo il piccolo negozio, a maggior ragione in provincia, forse trarrá benefici.
In più, non poco importante: ad un periodo di crisi/incertezza/preoccupazione (la storia dice,non io) segue di solito la voglia/necessità di ritrovare serenità e sensazioni positive.
Kaki qui vince facile.
Saremo distributori di buon umore (l’amuchina la lasciamo agli altri).
Non per inguaribile positivismo ma la mia è un’analisi per quanto scherzosa, abbastanza razionale.
Quindi #keepcalm e #dajetutta che dopo i momentacci, chi resiste ne esce cento volte più forte. E ripeto che secondo me il momentaccio durerà meno di quanto ci aspettiamo. 😉

Adesso tutte ad etichettare la nuova strabellissima collezione! Il mondo ha bisogno di mascherine quanto di sorrisi e vestitini floreali! 🌈💪🏻👗

Questo per chiarire (perché no,non mi è stato dato il dono della sintesi) il messaggio centrale: quello della fiducia. Fiducia che spero i miei dipendenti e collaboratori avranno in me,come amministratore dell’azienda. Il coronavirus non è il primo nè l’ultimo dei problemi che nella professione e nella vita ho affrontato. Come me tante piccole aziende e commercianti hanno le spalle più grandi delle nostre piccole vetrine.

Qualsiasi cosa accada, un piano B viene sempre fuori. Fiducia che tutti noi dovremmo riporre nelle istituzioni (perché se a capo quelli stanno, un motivo c’è per forza. Saranno pure “tutti eletti per raccomandazioni e stratagemmi politici”, ma di sicuro ne sanno più di noi su come gestire una nazione).

Fiducia nei medici e nel sistema sanitario (saranno pure regalate o comprare le lauree in Italia, ma state certi che un paio di libri in più di zia Peppina, in materia scientifica, quelli ne hanno letti).

Fiducia nei mezzi di informazione, perché siamo onesti, non sanno più come accontentarci. Se i giornali ne parlano troppo fanno terrorismo psicologico, se non ne parlano c’è omertà di informazione. Non vogliamo sentirne parlare perché ci spaventa però non tratteniamo le dita dal googlare “coronavirus Italia” 50 volte al giorno. Decidiamo che vogliamo ragazzi.

Fiducia nei connazionali, nel popolo, negli nostri amici (perché paura ne abbiamo tutti, chi più chi meno. A fare i gradassi chiedendo la riapertura delle scuole o la riconferma di manifestazioni pubbliche con centinaia di persone appiccicate non siete coraggiosi ma solo irresponsabili). Fiducia nel prossimo e in chi non si fa prendere dal panico, ma analizza con obiettività una situazione nuova e difficile, ma sicuramente superabile.

Respiri profondi e baci a tutti. (Virtuali o da un po’ distante 😉)