Si chiude una porta? Aprirò un portone.

Non starò a raccontarvi la storiella del “Finalmente prezzi pazzi”. Faremo una svendita.
Non ne sono felice, neanche un po’.

Premessa: Il negozio NON chiuderà.

Apporteremo qualche modifica, inseriremo altri articoli e diverse novità. Ci rimboccheremo le maniche insomma. Ancora più di prima.
Per cambiare vanno prese delle decisioni, e adesso questa è la soluzione migliore.
Non è colpa vostra e nemmeno nostra. Si ripartirà, insieme.

Cercheremo di non pistare i piedi ai concorrenti (perché si, che il lavoro onesto ripaga SEMPRE io ci credo) , mi sta a cuore anche il loro lavoro e la loro sorte, come fosse la mia. Non farò sconti interni velati o a porte chiuse. Io lo dico forte e chiaro e lo comunico.
La concorrenza sleale l’ho sempre odiata. Continueremo a vendere abbigliamento anche nella prossima stagione, ma da Settembre ci sarà anche altro. Qualcosa che magari non ci costringerà ai saldi di fine stagione quando la stagione è appena iniziata, o a metterci in concorrenza con colossi con i quali la gara è già persa in partenza.

Continuerà ad essere il Kaki che conoscete, con qualche modifica e di sicuro qualcosa in più. Oltre ai prodotti (vi anticipo solo “Kaki Home” …) sarà maggiore anche la nostra consapevolezza del valore del nostro lavoro.

Tranquilli il negozio non lo chiudo, manco scendesse dal cielo quello che chiamano Signore. Visto mai fosse la volta buona che mi scatta la fede. Comunque no, se il boss supremo scendesse per venirmi a dire “Cla, senti, c’hai provato ma non fa per te” Gli risponderei a muso duro “No, ti sbagli”.
Il mio lavoro vale, il mio progetto vale, il mio negozio è una figata e ho tante capacità che ancora non ho neanche scoperto di avere. Oltre tanti progetti nel cassetto che finalmente tirerò fuori. Quindi no, non mi sposto di un centimetro. Come non faccio spostare Marika e tutti i professionisti che ruotano intorno a noi, collaboratori fidati che hanno contribuito quanto me a renderlo quel posto strafigo *di cui sopra. Piuttosto mi dedico ad attività illecite ma il loro posto possono considerarlo fisso come non lo era neanche per un ferroviere nel 1979.

Faccio una svendita perché ora, in questo particolare momento, l’abbigliamento non rientra tra le priorità di acquisto.
Si acquista meno, si vende meno.

O meglio, si vende solo nelle catene o online se è scontato. Non si vende perché non abbiamo soldi da spendere. Noi tutti.
Non abbiamo soldi da spendere perché siamo stati lasciati soli a risolvere questo casino. E mi spiace sentir parlare degli italiani arricchiti con gli aiuti del “salva Italia” perché l’Italia non è salva per niente ma sull’orlo di un precipizio.
Non parliamo di casse integrazione (perché a molti ancora non sono arrivate) o di Stato generoso che garantisce per i finanziamenti (perché se la banca non vuole finanziarti, non lo fa neanche se riscende il Signore) perché chi parla di questo, prima deve andare in un piccolo negozio a comprare un vestito.
Io in questi giorni ho visto poche file nelle botteghe. Nelle catene invece, molte. Troppe.

Vi racconto una cosa: a Gennaio 2020 avevo chiuso con un incremento di fatturato del 24% dopo tanta, davvero tanta fatica. Quindi penso che il problema non sono io, che il bene che voglio ai miei clienti è ben corrisposto ma che siamo semplicemente tutti con meno soldi in tasca.
Penso che non ci fidiamo del futuro, che siamo insicuri, magari anche tristi.
E aggiungo giustamente. E no, non compriamo.
Ripeto giustamente.

Perché l’iniezione di fiducia non possiamo farcela da soli sui social postando foto con l’haststag #andratuttobene. Non è andata bene proprio per niente.
Non compriamo magliette come non prenotiamo vacanze e mangiamo meno al ristorante.
Perché del domani non abbiamo più certezza, e vi capisco bene se spendete poco. Spendo meno anche io.

Brutto eh, da dire? Non ci si aspetta questo da una che dovrebbe vendere buon umore oltre che vestiti. Invece ve lo dico.

Vi dico che dal 18 al 31 Maggio abbiamo incassato quanto nel 2019. Ottimo, direte voi. Si ma è stato possibile solo perché ci volete bene e avete cercato voi, come potevate, di starci vicini e aiutarci. Poco è meglio di niente, certo. Ma non basta a tenere in piedi una struttura.
Voi, noi, ci siamo aiutati da soli.
Abbiamo fatto quello che avrebbe dovuto fare lo Stato magari, ma quella è un’altra storia. Rimettere in piedi l’economia di una Nazione però non è così semplice. Comprare sotto casa e pagare il parrucchiere 3€ in più non basta.

Vi dico anche che in 3 mesi di chiusura una piccola attività come la mia ha perso in media € 80.000-90.000 e che non ce li ridarà nessuno. Vi dico che di €80.000 normalmente in tasca ne restano €4.000 scarsi. (Si, spesso titolare e dipendenti vedono lo stesso stipendio, quando va bene).
Vi dico che oggi stiamo pagando merce che venderemo nei prossimi 4 mesi, se saremo bravi. Vi dico che la stiamo pagando a prezzo intero ma vendendo scontata.
Vi dico che per recuperare quella perdita, io ci impiegherò 2 anni, sempre se sarò brava. Rinunciando allo stipendio. Per 2 anni.
No, non è carino da dire ma è la verità. Le lauree in economia non servono per capire che così non va un granché bene.

Allora io sapete che faccio? Vi stringo tutti con quanta forza ho e vi ringrazio dal profondo del cuore.

Prometto a Marika che costruirò qualcos’altro, magari non venderemo più solo vestiti, magari riaprirò la mia agenzia di comunicazione, magari scriverò un libro, magari mi reinventerò in cento modi ma a casa, i miei dipendenti, non li lascio.
Soprattutto vi chiedo di comprare non tanto nel mio negozio ma in tutti i piccoli negozi. Anche in quelli che non hanno il coraggio di dirvi le cose come stanno realmente ma soffrono come me, ora. Economicamente e psicologicamente.

Vi chiedo di comprare responsabilmente, da chi ha dipendenti da mantenere e tasse in Italia da pagare.

Io intanto svendo, non felice, ma butto giù il rospo e vado avanti. E qualsiasi cosa continuerò a vendere, sarà l’ultima volta che lo faccio.

È il momento di scelte coraggiose.
È il momento di imparare dagli errori.
È il momento di ricominciare.
Verrà, spero, anche il momento di dare più valore al lavoro.

[ ps. Vogliamo ringraziare i clienti che hanno acquistato a prezzo pieno, cercando di sostenerci nell’ultimo periodo, quindi, presentando gli scontrini dal 1 Giugno, avranno uno sconto maggiore in cassa. ]